Sabato 24 Giu 2017
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Utilizzo dello spray al peperoncino : per le forze dell'ordine uno strumento di difesa in più

Scritto da Alessandro Nanni. Posted in Sentenza

Avviata la sperimentazione per l’utilizzo, come mezzo di autodifesa,
dell’Oleoresin Capsicum (OC)



I casi di aggressione contro gli operatori delle forze dell’ordine sono diventati sempre più frequenti, a causa della mancanza di tutele legislative nei loro confronti e del timore di ripercussioni penali nel caso in cui debbano ricorrere come “estrema ratio” all’uso delle armi.

Questa situazione, divenuta oramai insostenibile, la vivono giornalmente i numerosi Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri, chiamati a difendere i cittadini dalla criminalità mettendo però a rischio la loro vita.

Uomini e donne in divisa che Non affrontano pìù con la stessa serenità di prima le insidie che la strada gli pone davanti, non solo perché penalizzati e puniti dalla giustizia per qualsiasi tipo di errore che compiono nell’adempimento del loro dovere (quasi sempre vengono condannati più aspramente di ogni comune cittadino), ma anche perché non hanno mezzi ed equipaggiamento idonei per contrastare nel migliore dei modi i criminali.

Ed è proprio considerando quest’ultimo aspetto che, qualcuno di coloro che siedono sulle poltrone dorate del potere, al Ministero degli Interni per intenderci, ha finalmente preso  atto del problema cercando di trovare qualche soluzione a questa situazione allarmante; della serie: non si può andare avanti così, con criminali quasi sempre impuniti davanti alla legge e operatori delle forze dell’ordine beffeggiati, aggrediti, feriti, uccisi, magari per non aver reagito adeguatamente per la paura di essere perseguitati successivamente dalla legge che loro stessi cercano di difendere.

Ecco che allora, dopo tanti anni di inspiegabili interrogativi sull'adeguatezza, costituzionalità e fattibilità inerente tale misura, in un Paese dei se e dei ma, è stata varata la sperimentazione degli strumenti di dissuasione e autodifesa all’Oleoresin Capsicum (OC) da impiegarsi nei servizi di controllo del territorio, attraverso il Decreto del Capo della Polizia datato 31 gennaio 2014.

Il predetto provvedimento stabilisce, nei suoi pochi ed esaustivi articoli, quali sono le modalità e le disposizioni da rispettare durante la fase della sperimentazione, che avverrà durante un periodo di 6 mesi, dal 10 febbraio al 10 agosto 2014, nei seguenti reparti impegnati appunto, nei servizi di controllo del territorio Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Milano e relativi Commissariati, Compartimento Polizia Ferroviaria delle 4 Stazioni principali del capoluogo lombardo (Porta Garibaldi, Bovisa, Milano Centrale e Lambrate).

Gli strumenti di dissuasione che verranno utilizzati dalle forze dell’ordine in questa fase sperimentale, sono il modello RSG2 bianco a nebulizzazione e prodotti decontaminanti proposto dalla ditta “Defence System s.r.l.” e il modello OCMK6 avente le stesse caratteristiche del primo, proposto dalla Ditta “Mad Max Co. Italia”; entrambi i prodotti risultano essere conformi, per la libera vendita ed il porto, al Decreto Interministeriale n. 103 del 12.05.2011.

Gli esiti relativi alla sperimentazione saranno riepilogati in una specifica relazione di dettaglio  tecnico - operativo, al  fine di poter formulare ulteriori valutazioni inerenti l’utilizzo ordinario del cosiddetto “spray al peperoncino” per finalità di autodifesa nei servizi di controllo sul territorio.

Sicuramente la portata della decisione finale riguardante l’utilizzo o meno dell’Oleoresin Capsicum è tutt’altro che scontata, dal momento che, se in altri stati a noi non lontani questo oramai avviene da anni, in Italia viene seguita una linea strategica diametralmente opposta, in quanto si pensa di pìù a non  rafforzare le Forze dell’Ordine dal punto di vista legislativo e logistico (mezzi, equipaggiamento, ecc.), piuttosto che rendere il loro lavoro più agevole e sicuro. Questa strategia è testimoniata dai continui tagli operati dai Governi all’intero comparto Sicurezza, che non consentono di assicurare quei servizi minimi di controllo del territorio indispensabili per la convivenza civile dei cittadini.

Negli altri Paesi europei il famigerato spray è utilizzato già da molto tempo, come anche il tonfa, manganello utilizzato in Ordine Pubblico ritenuto in Italia troppo smisurato in proporzione ai danni fisici che può cagionare, questa è l’Italia, Paese che chiede sempre più sacrifici agli operatori delle  Forze dell’Ordine ma che, in cambio non fa nulla per la loro incolumità fisica. Dal punto di vista pratico, il nebulizzatore all'oleoresin capsicum, rilascia una sostanza irritante che provoca i suoi effetti a non pìù di 3 metri di distanza. C’è da dire che già da alcuni anni i vertici della sicurezza hanno preso in considerazione la possibilità di dotare le forze dell'ordine di questa “arma”, ma i dubbi sulla pericolosità della sostanza ne avevano sempre frenato l'introduzione, tanto che, le relative analisi andavano avanti da 6 anni.

L’allora capo della polizia, Antonio Manganelli, in audizione presso la commissione Affari Costituzionale della Camera dei Deputati nel febbraio del 2012, aveva sottolineato l'utilità dello spray malgrado alcune perplessità sollevate dalle commissioni del Ministero della Salute che concludevano le loro valutazioni rimarcando la nocività del capsicum. Ora i dubbi sono stati sciolti e c'è stato il via libera. Alcuni esponenti sindacali si sono dichiarati soddisfatti per l’inizio della sperimentazione.

Altri esponenti sindacali invece hanno esternato il loro disappunto, in questo caso è stato il COISP a protestare soprattutto in occasione della recente evasione di Domenico Cutri dal tribunale di Gallarate, che ha suscitato non poche polemiche. La presa di posizione del Coisp in quell’occasione è stata chiara, chiedendo in particolare, di dotare le forze dell'ordine di spray al peperoncino alla luce del fatto che gli stessi banditi lo hanno usato contro gli agenti durante quella evasione.

Si, perché il commando che in quella occasione realizzò l’assalto per far scappare il Boss, utilizzò proprio uno spray antiaggressione. Questo dettaglio, se l’intera vicenda non fosse talmente grave e drammatica, sarebbe pesantemente ridicolo. Quel che è certo è la portata di una vera e propria beffa per molti aspetti intollerabile; una bomboletta che si compra con pochi euro ma che risulta estremamente efficace viene usata dappertutto contro gli operatori delle forze dell’ordine, dalle aggressioni nelle piazze agli assalti della criminalità organizzata, ma carabinieri, poliziotti e finanzieri ancora ne sono sprovvisti, costretti loro malgrado ad usare mani, manganelli (neanche troppo rigidi perché altrimenti farebbero troppo male!) o pistole, ed in tutti questi casi sono loro a finire nei guai fino al collo.

Questo è il senso delle parole di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia che ha proseguito il suo discorso rincarando la dose: «Oggi, così come avvenuto in passato, ci aspettiamo che l’armamento dei colleghi venga immediatamente adeguato e modernizzato o, altrimenti, ci venga spiegato pubblicamente perché lo spray antiaggressione va bene per le Forze di Polizia europee, cui permette di ridurre drasticamente la necessità di giungere al contatto fisico per vincere una resistenza o evitare il perpetuarsi di una violenza, garantendo così un elevato grado di incolumità fisica dei poliziotti, e non va bene, invece, per i Poliziotti italiani».

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