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    Giovedì, 23 Gennaio 2014 15:23
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Fisco e pensioni. La guerra continua

Scritto da Giovanni Costa. Posted in Economia, pensioni e retribuzioni

Faccio seguito ad una mia precedente nota pubblicata su questo Magazine ( n.3 maggio-giugno 2010), per significare che, nonostante tutte le nostre istanze mirate a risolvere, in tutto o in parte, il gravoso problema delle pensioni, civili e militari, pubbliche e private, non ultime quelle relative alle Forze dell’Ordine, nulla è stato fatto.

Anzi, come se non ce ne fosse stato bisogno, la situazione si è ulteriormente aggravata, grazie alle nuove e numerose tasse e balzelli che i nostri ineffabili Governanti continuano a riversare sulle spalle dei poveri contribuenti, ovviamente i soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati.

Con una faccia di bronzo degna di miglior causa, la Casta che vorrebbe migliorare, non si sa come, il nostro Paese, continua a riempirsi le proprie tasche alle spalle dei cittadini con nuovi benefici, e ad aumentare gli sprechi (vedi la recentissima legge “salva Roma”), mentre lavoratori dipendenti e pensionati, che ormai si trovano allo stremo delle loro modestissime possibilità, continuano a stare a guardare. Miei cari lettori, non è ormai giunto il momento di dire BASTA? Noi pensionati non possiamo continuare a vedere calpestato il nostro sacrosanto diritto alla sopravvivenza, peraltro garantito dalla costituzione, e sopportare un Fisco sempre più famelico ed aggressivo.

Il fu ceto medio, ormai ridotto allo stato pietoso che tutti possono constatare, vuole ancora una volta far sentire a chi ci governa la propria voce indignata che le Istituzioni non possono più ignorare.

Per quanto sopra esposto, intendo riproporre in questa sede le richieste a suo tempo avanzate in favore dei pensionati, ed in particolare di quelli delle Forze dell’Ordine, che più necessitano di ottenere dei benefici, per i particolari e numerosi sacrifici affrontati durante la loro vita lavorativa. A tale riguardo, poiché una possibile riforma delle pensioni in senso migliorativo non può prescindere dalla modifica della leva fiscale, si è dell’avviso che un'eventuale riforma fiscale, peraltro nell’Agenda del nuovo Governo, dovrebbe mirare, più che ad una diminuzione delle aliquote fiscali, piuttosto all’applicazione del carico fiscale, non sul reddito “lordo”, ma su quello “netto”, intendendo per quest’ultimo il reddito imponibile, una volta portate in “deduzione” e non in “detrazione d’imposta” tutte le spese affrontate dal contribuente per il mantenimento proprio e della propria famiglia, così come peraltro avviene nel sistema tributario di altri Paesi. A titolo puramente esemplificativo potrebbero essere portate in deduzione, in tutto o in parte, le seguenti spese, ovviamente se regolarmente documentate:

-          Affitto della casa di abitazione;

-          Affitto garage per la propria autovettura;

-          Ammortamento spese per l’acquisto di una casa di abitazione o di una autovettura;

-          Spese per il pagamento di utenze (elettricità, gas e telefono fisso) dell’abitazione;

-          Spese mediche comunque effettuate per visite, accertamenti diagnostici, ricoveri ed interventi;

-          Spese sostenute per l’acquisto di generi alimentari e non alimentari, beninteso generi di largo consumo e non di lusso.

Adottando questo tipo di deduzioni, il rimanente reddito netto potrebbe essere assoggettato ad un'imposizione fiscale progressiva che potrebbe indirizzarsi soprattutto sui redditi più elevati. Sono proposte quelle sopraesposte che potrebbero sollevare le ire del Ministro dell’Economia, al quale vogliamo fin da ora presentare le nostre scuse, ma tant’è, qualcosa bisognerà pur fare per riportare la pace tra il Fisco ed il contribuente.

Per quanto concerne le pensioni di cui si è parlato e scritto abbondantemente in questi ultimi anni, senza mai giungere purtroppo a risultati concreti, giova ribadire ancora una volta che la pensione, essendo considerata, anche da una giurisprudenza consolidata, una retribuzione differita, deve essere interessata dai miglioramenti economici previsti per le retribuzioni del personale in attività di servizio. Si soggiunge ancora una volta che dovrà essere previsto in futuro l’eliminazione, in tutto o in parte, del grave fenomeno delle “pensioni d’annata”, intervenendo con un appropriato alleggerimento del carico fiscale, la revisione delle norme in materia di pensioni di reversibilità e, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria per i pensionati di età più avanzata, la totale assunzione in carico del Servizio Sanitario Nazionale delle spese mediche sostenute, prevedendo anche il rimborso delle citate spese, beninteso a presentazione della necessaria documentazione.

E, infine, per i pensionati delle Forze di Polizia che attendono da tempo un tangibile segno di riconoscimento da parte delle Istituzioni per l’impegno ed il particolare spirito di sacrificio da sempre dimostrato, la previsione che la speciale Indennità d’Istituto, finora attribuita soltanto al personale in servizio, sia totalmente inserita nella pensione.

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