Martedì 17 Ott 2017

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Fenomeno dei suicidi - cosa sta succedendo nell’Arma?

Scritto da Alessandro Nanni. Posted in Sanità

Aumentati a dismisura i casi riguardanti Carabinieri che si sono tolti la vita

14 giugno 2010: il carabiniere C.F. si spara un colpo con la pistola di ordinanza a bordo della sua automobile parcheggiata in un’area di servizio localizzata all’altezza del km 17 del G.R.A.; all’origine del tragico gesto ci sarebbe stata una lite con la moglie.
28 giugno 2010: Vincenzo Blanco, Appuntato Scelto di 45 anni in servizio da circa 15 anni presso la compagnia di Modica, nel ragusano, si spara un colpo in testa; il motivo del triste gesto sembrerebbe legato alla notifica di un trasferimento.
3 luglio 2010: I.F. carabiniere di 21 anni, in servizio presso il Comando Stazione Carabinieri Gorla Precoto a Milano, si toglie la vita lungo l’autostrada del Sole, all’altezza dell’uscita Piacenza Nord in comune di Guardamiglio, nel lodigiano. Il militare accostato la sua Alfa 147 in una piazzola di sosta e poi si sparato. Non si conoscono le cause che hanno spinto il militare a compiere l’insano gesto.

Dall’inizio dell’anno sono già numerosi i casi che riguardano carabinieri suicidi, cosa aspetta il comando generale dell`Arma ad affrontare concretamente questa vera e propria tragedia?

28 ottobre 2010: l’ex aspirante Miss Italia Claudia Racciatti, 29 anni, giovane ufficiale molto conosciuta e apprezzata nell’Arma originaria di Vasto, si toglie la vita con un colpo di pistola esploso dalla sua pistola di ordinanza, davanti a due colleghi che si trovavano nel suo ufficio; il tragico gesto di Claudia sarebbe scaturito dal timore di un’azione disciplinare intrapresa nei suoi confronti, riguardante un’ipotetica accusa per sottrazione di beni personali che le era stata rivolta da alcuni commilitoni.
30 ottobre 2010: Valerio Iannucci, cinquantacinque anni, brigadiere e Angelo D’Auria, trent’anni, vissero quel giorno come l’ultima avventura di una vita senza più aspettative. Il primo si è sparato un colpo di pistola in una stanza dell’archivio del comando provinciale di Salerno, dove faceva servizio; Angelo D’Auria invece, si è tolto la vita in una stradina di campagna che collega Scafati a Poggiomarino. È nella sua auto, che aveva acquistato pochi mesi fa, che il carabiniere ha deciso di spararsi con un solo colpo fatto partire dalla pistola d’ordinanza alla quale, dopo aver inserito il proiettile in canna, aveva tolto il caricatore.
4 novembre 2010: un maresciallo dei carabinieri in servizio a Subiaco, cittadina laziale situata in provincia di Roma, uccide la figlia di 13 anni, ferisce gravemente la figlia più grande, di 15, e poi si toglie la vita puntando contro di se la sua pistola di ordinanza. La tragedia, avvenuta alle 18:45 di pomeriggio in un appartamento di via XX Settembre dove la famiglia viveva, sembra essere scaturita da una lite riguardante l’utilizzo di Facebook, il famoso social network molto popolare soprattutto tra i giovani.
La lista potrebbe essere molto più lunga, tuttavia sono menzionati solo alcuni dei numerosi casi di suicidio che riguardano effettivi della “Benemerita”, forza armata che conta, dall’inizio dell’anno, il più alto numero di episodi inerenti questo triste fenomeno. Sembrerebbe un bollettino di guerra, ma di fatto non lo è, visto che all’origine di questi tragici gesti, ci sono storie di sconforto, di depressione per un trasferimento improvviso, di motivi familiari, e chi più ne ha più ne metta. Cosa sta succedendo all’interno dell’Arma dei Carabinieri? Cosa spinge veramente alcuni suoi effettivi a togliersi la vita? E’ quello che stanno cercando di capire oramai da alcuni anni i suoi vertici, ed è quello che stanno cercando di capire anche i componenti delle commissioni di studio istituite all’interno degli organi parlamentari italiani. Risultati finora ottenuti: nulla, nessuna misura di prevenzione è stata ancora decisa per arginare il tragico fenomeno. Tuttavia l`aspetto che preoccupa maggiormente è la cappa di silenzio omertoso che circonda alcuni di questi casi di suicidio, così come tutte le vicende simili a quelle già menzionate che hanno riguardato le altre forze dell`ordine. Dall’inizio dell’anno sono già numerosi i casi che riguardano carabinieri suicidi, cosa aspetta il comando generale dell`Arma ad affrontare concretamente questa vera e propria tragedia? Quante altre "morti invisibili" devono aggiungersi prima che si prenda veramente coscienza del problema? E intanto la lista si allunga…….

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