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spacciandosi per addetti alla riscossione di abbonamenti, millantano fantomatiche pratiche aperte

per un debito (inesistente) relativo ad abbonamenti inevasi, invitando altresì al pagamento di una

somma forfettaria per la cancellazione definitiva del presunto debito.

Ovviamente niente di più falso poiché, trattandosi di vendita per corrispondenza, la stessa

è sottoposta all'art. 4 del d.leg. n.185/99, con relativo diritto di recesso.

Sembra quindi palese che si tratta di sistema truffaldino.

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Giovedì 25 Dic 2014
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Scritto da Alessandro Nanni. Posted in Sentenza

Avviata la sperimentazione per l’utilizzo, come mezzo di autodifesa,
dell’Oleoresin Capsicum (OC)



I casi di aggressione contro gli operatori delle forze dell’ordine sono diventati sempre più frequenti, a causa della mancanza di tutele legislative nei loro confronti e del timore di ripercussioni penali nel caso in cui debbano ricorrere come “estrema ratio” all’uso delle armi.

Questa situazione, divenuta oramai insostenibile, la vivono giornalmente i numerosi Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri, chiamati a difendere i cittadini dalla criminalità mettendo però a rischio la loro vita.

Uomini e donne in divisa che Non affrontano pìù con la stessa serenità di prima le insidie che la strada gli pone davanti, non solo perché penalizzati e puniti dalla giustizia per qualsiasi tipo di errore che compiono nell’adempimento del loro dovere (quasi sempre vengono condannati più aspramente di ogni comune cittadino), ma anche perché non hanno mezzi ed equipaggiamento idonei per contrastare nel migliore dei modi i criminali.

Ed è proprio considerando quest’ultimo aspetto che, qualcuno di coloro che siedono sulle poltrone dorate del potere, al Ministero degli Interni per intenderci, ha finalmente preso  atto del problema cercando di trovare qualche soluzione a questa situazione allarmante; della serie: non si può andare avanti così, con criminali quasi sempre impuniti davanti alla legge e operatori delle forze dell’ordine beffeggiati, aggrediti, feriti, uccisi, magari per non aver reagito adeguatamente per la paura di essere perseguitati successivamente dalla legge che loro stessi cercano di difendere.

Ecco che allora, dopo tanti anni di inspiegabili interrogativi sull'adeguatezza, costituzionalità e fattibilità inerente tale misura, in un Paese dei se e dei ma, è stata varata la sperimentazione degli strumenti di dissuasione e autodifesa all’Oleoresin Capsicum (OC) da impiegarsi nei servizi di controllo del territorio, attraverso il Decreto del Capo della Polizia datato 31 gennaio 2014.

Il predetto provvedimento stabilisce, nei suoi pochi ed esaustivi articoli, quali sono le modalità e le disposizioni da rispettare durante la fase della sperimentazione, che avverrà durante un periodo di 6 mesi, dal 10 febbraio al 10 agosto 2014, nei seguenti reparti impegnati appunto, nei servizi di controllo del territorio Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Milano e relativi Commissariati, Compartimento Polizia Ferroviaria delle 4 Stazioni principali del capoluogo lombardo (Porta Garibaldi, Bovisa, Milano Centrale e Lambrate).

Gli strumenti di dissuasione che verranno utilizzati dalle forze dell’ordine in questa fase sperimentale, sono il modello RSG2 bianco a nebulizzazione e prodotti decontaminanti proposto dalla ditta “Defence System s.r.l.” e il modello OCMK6 avente le stesse caratteristiche del primo, proposto dalla Ditta “Mad Max Co. Italia”; entrambi i prodotti risultano essere conformi, per la libera vendita ed il porto, al Decreto Interministeriale n. 103 del 12.05.2011.

Gli esiti relativi alla sperimentazione saranno riepilogati in una specifica relazione di dettaglio  tecnico - operativo, al  fine di poter formulare ulteriori valutazioni inerenti l’utilizzo ordinario del cosiddetto “spray al peperoncino” per finalità di autodifesa nei servizi di controllo sul territorio.

Sicuramente la portata della decisione finale riguardante l’utilizzo o meno dell’Oleoresin Capsicum è tutt’altro che scontata, dal momento che, se in altri stati a noi non lontani questo oramai avviene da anni, in Italia viene seguita una linea strategica diametralmente opposta, in quanto si pensa di pìù a non  rafforzare le Forze dell’Ordine dal punto di vista legislativo e logistico (mezzi, equipaggiamento, ecc.), piuttosto che rendere il loro lavoro più agevole e sicuro. Questa strategia è testimoniata dai continui tagli operati dai Governi all’intero comparto Sicurezza, che non consentono di assicurare quei servizi minimi di controllo del territorio indispensabili per la convivenza civile dei cittadini.

Negli altri Paesi europei il famigerato spray è utilizzato già da molto tempo, come anche il tonfa, manganello utilizzato in Ordine Pubblico ritenuto in Italia troppo smisurato in proporzione ai danni fisici che può cagionare, questa è l’Italia, Paese che chiede sempre più sacrifici agli operatori delle  Forze dell’Ordine ma che, in cambio non fa nulla per la loro incolumità fisica. Dal punto di vista pratico, il nebulizzatore all'oleoresin capsicum, rilascia una sostanza irritante che provoca i suoi effetti a non pìù di 3 metri di distanza. C’è da dire che già da alcuni anni i vertici della sicurezza hanno preso in considerazione la possibilità di dotare le forze dell'ordine di questa “arma”, ma i dubbi sulla pericolosità della sostanza ne avevano sempre frenato l'introduzione, tanto che, le relative analisi andavano avanti da 6 anni.

L’allora capo della polizia, Antonio Manganelli, in audizione presso la commissione Affari Costituzionale della Camera dei Deputati nel febbraio del 2012, aveva sottolineato l'utilità dello spray malgrado alcune perplessità sollevate dalle commissioni del Ministero della Salute che concludevano le loro valutazioni rimarcando la nocività del capsicum. Ora i dubbi sono stati sciolti e c'è stato il via libera. Alcuni esponenti sindacali si sono dichiarati soddisfatti per l’inizio della sperimentazione.

Altri esponenti sindacali invece hanno esternato il loro disappunto, in questo caso è stato il COISP a protestare soprattutto in occasione della recente evasione di Domenico Cutri dal tribunale di Gallarate, che ha suscitato non poche polemiche. La presa di posizione del Coisp in quell’occasione è stata chiara, chiedendo in particolare, di dotare le forze dell'ordine di spray al peperoncino alla luce del fatto che gli stessi banditi lo hanno usato contro gli agenti durante quella evasione.

Si, perché il commando che in quella occasione realizzò l’assalto per far scappare il Boss, utilizzò proprio uno spray antiaggressione. Questo dettaglio, se l’intera vicenda non fosse talmente grave e drammatica, sarebbe pesantemente ridicolo. Quel che è certo è la portata di una vera e propria beffa per molti aspetti intollerabile; una bomboletta che si compra con pochi euro ma che risulta estremamente efficace viene usata dappertutto contro gli operatori delle forze dell’ordine, dalle aggressioni nelle piazze agli assalti della criminalità organizzata, ma carabinieri, poliziotti e finanzieri ancora ne sono sprovvisti, costretti loro malgrado ad usare mani, manganelli (neanche troppo rigidi perché altrimenti farebbero troppo male!) o pistole, ed in tutti questi casi sono loro a finire nei guai fino al collo.

Questo è il senso delle parole di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia che ha proseguito il suo discorso rincarando la dose: «Oggi, così come avvenuto in passato, ci aspettiamo che l’armamento dei colleghi venga immediatamente adeguato e modernizzato o, altrimenti, ci venga spiegato pubblicamente perché lo spray antiaggressione va bene per le Forze di Polizia europee, cui permette di ridurre drasticamente la necessità di giungere al contatto fisico per vincere una resistenza o evitare il perpetuarsi di una violenza, garantendo così un elevato grado di incolumità fisica dei poliziotti, e non va bene, invece, per i Poliziotti italiani».

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Scritto da Giovanni Costa. Posted in Economia, pensioni e retribuzioni

Faccio seguito ad una mia precedente nota pubblicata su questo Magazine ( n.3 maggio-giugno 2010), per significare che, nonostante tutte le nostre istanze mirate a risolvere, in tutto o in parte, il gravoso problema delle pensioni, civili e militari, pubbliche e private, non ultime quelle relative alle Forze dell’Ordine, nulla è stato fatto.

Anzi, come se non ce ne fosse stato bisogno, la situazione si è ulteriormente aggravata, grazie alle nuove e numerose tasse e balzelli che i nostri ineffabili Governanti continuano a riversare sulle spalle dei poveri contribuenti, ovviamente i soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati.

Con una faccia di bronzo degna di miglior causa, la Casta che vorrebbe migliorare, non si sa come, il nostro Paese, continua a riempirsi le proprie tasche alle spalle dei cittadini con nuovi benefici, e ad aumentare gli sprechi (vedi la recentissima legge “salva Roma”), mentre lavoratori dipendenti e pensionati, che ormai si trovano allo stremo delle loro modestissime possibilità, continuano a stare a guardare. Miei cari lettori, non è ormai giunto il momento di dire BASTA? Noi pensionati non possiamo continuare a vedere calpestato il nostro sacrosanto diritto alla sopravvivenza, peraltro garantito dalla costituzione, e sopportare un Fisco sempre più famelico ed aggressivo.

Il fu ceto medio, ormai ridotto allo stato pietoso che tutti possono constatare, vuole ancora una volta far sentire a chi ci governa la propria voce indignata che le Istituzioni non possono più ignorare.

Per quanto sopra esposto, intendo riproporre in questa sede le richieste a suo tempo avanzate in favore dei pensionati, ed in particolare di quelli delle Forze dell’Ordine, che più necessitano di ottenere dei benefici, per i particolari e numerosi sacrifici affrontati durante la loro vita lavorativa. A tale riguardo, poiché una possibile riforma delle pensioni in senso migliorativo non può prescindere dalla modifica della leva fiscale, si è dell’avviso che un'eventuale riforma fiscale, peraltro nell’Agenda del nuovo Governo, dovrebbe mirare, più che ad una diminuzione delle aliquote fiscali, piuttosto all’applicazione del carico fiscale, non sul reddito “lordo”, ma su quello “netto”, intendendo per quest’ultimo il reddito imponibile, una volta portate in “deduzione” e non in “detrazione d’imposta” tutte le spese affrontate dal contribuente per il mantenimento proprio e della propria famiglia, così come peraltro avviene nel sistema tributario di altri Paesi. A titolo puramente esemplificativo potrebbero essere portate in deduzione, in tutto o in parte, le seguenti spese, ovviamente se regolarmente documentate:

-          Affitto della casa di abitazione;

-          Affitto garage per la propria autovettura;

-          Ammortamento spese per l’acquisto di una casa di abitazione o di una autovettura;

-          Spese per il pagamento di utenze (elettricità, gas e telefono fisso) dell’abitazione;

-          Spese mediche comunque effettuate per visite, accertamenti diagnostici, ricoveri ed interventi;

-          Spese sostenute per l’acquisto di generi alimentari e non alimentari, beninteso generi di largo consumo e non di lusso.

Adottando questo tipo di deduzioni, il rimanente reddito netto potrebbe essere assoggettato ad un'imposizione fiscale progressiva che potrebbe indirizzarsi soprattutto sui redditi più elevati. Sono proposte quelle sopraesposte che potrebbero sollevare le ire del Ministro dell’Economia, al quale vogliamo fin da ora presentare le nostre scuse, ma tant’è, qualcosa bisognerà pur fare per riportare la pace tra il Fisco ed il contribuente.

Per quanto concerne le pensioni di cui si è parlato e scritto abbondantemente in questi ultimi anni, senza mai giungere purtroppo a risultati concreti, giova ribadire ancora una volta che la pensione, essendo considerata, anche da una giurisprudenza consolidata, una retribuzione differita, deve essere interessata dai miglioramenti economici previsti per le retribuzioni del personale in attività di servizio. Si soggiunge ancora una volta che dovrà essere previsto in futuro l’eliminazione, in tutto o in parte, del grave fenomeno delle “pensioni d’annata”, intervenendo con un appropriato alleggerimento del carico fiscale, la revisione delle norme in materia di pensioni di reversibilità e, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria per i pensionati di età più avanzata, la totale assunzione in carico del Servizio Sanitario Nazionale delle spese mediche sostenute, prevedendo anche il rimborso delle citate spese, beninteso a presentazione della necessaria documentazione.

E, infine, per i pensionati delle Forze di Polizia che attendono da tempo un tangibile segno di riconoscimento da parte delle Istituzioni per l’impegno ed il particolare spirito di sacrificio da sempre dimostrato, la previsione che la speciale Indennità d’Istituto, finora attribuita soltanto al personale in servizio, sia totalmente inserita nella pensione.

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Scritto da Admin. Posted in Non categorizzato


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LT. Ten. Vittorio De Rasis (1° parte)

Lg.ten De Rasis, Lei nell`arco della sua brillante carriera ha ricoperto sedi ed incarichi di rilievo ed ambiti da tanti suoi colleghi come la Stazione Carabinieri di Milano D`Uomo; Ufficio Pubbliche Relazioni del Comando Generale; Reparto Operativo di Roma; Reparto Tutela Patrimonio Artistico ed in fine il Comando della Stazione Carabinieri di Caprarola, come mai ha deciso di accettare un`esperienza nei paesi a rischio dell`estero come Palestina ed Irak?


LG.Ten Vittorio De Rasis (1° parte)

LT. Ten. Vittorio De Rasis (4° parte)

La derubricazione da reato di guerra a quello di pace accelererà la prescrizione del reato. Essere generali, oggi, consente una immunità maggiore e più sicura di quella parlamentare, con buona pace del diritto al risarcimento del danno?
Secondo me no.
C`é qualcosa che vuole far sapere all`opinione pubblica?
Mi sembra di aver detto tutto quello che avevo da dire...


LT. Ten. Vittorio De Rasis (4° parte)

LT. Ten. Vittorio De Rasis (5° parte)

Lettera di risposta del Comandante Generale dell`Arma dei Carabinieri Gianfrancesco SIAZZU.
Gentile Signora,
mi riferisco alla lettera con la quale mi ha voluto manifestare la particolare amarezza dovuta al rapporto che intercorre tra Suo marito ed il proprio superiore diretto.
Nella consapevolezza della necessità che le relazioni di servizio tra gli appartenenti all`Arma siano sempre improntate alla massima serenità...


LT. Ten. Vittorio De Rasis (5° parte)

Appello di Federica Cannas

Gravemente malata di MCS, sensibilità chimica multipla

Vi chiedo scusa per questa mia se vi ha turbato, e decidete Voi come aiutarmi e dar voce al mio grido di aiuto. Ho 30 anni, amo la vita e voglio disperatamente vivere il mio adorato angioletto Gabriele regalatomi dal cielo per illuminare la mia vita.

Mi chiamo Federica, sono una ragazza sarda. Purtroppo da 10 anni sono gravemente malata ma i medici non hanno mai capito cosa avessi e hanno fatto solo dei tentativi con cure...


Appello di Federica Cannas

Causa di servizio

Il settore pensionistico è una branca del diritto non facilmente accessibile, complessa e varia.
La questione si fa ancor più delicata se la pensione viene elargita per “causa di servizio”, cioè se il dipendente civile e militare dello Stato e della Pubblica Amministrazione contrae varie patologie proprio a causa del lavoro che svolge. Tutt’oggi persiste una certa farraginosità nel procedimento amministrativo per le richieste di causa di servizio.

Causa di servizio: un complesso problema per i servitori dello Stato.

Fenomeno dei suicidi

14 giugno 2010: il carabiniere C.F. si spara un colpo con la pistola di ordinanza a bordo della sua automobile parcheggiata in un’area di servizio localizzata all’altezza del km 17 del G.R.A.; all’origine del tragico gesto ci sarebbe stata una lite con la moglie.
28 giugno 2010: Vincenzo Blanco, Appuntato Scelto di 45 anni in servizio da circa 15 anni presso la compagnia di Modica, nel ragusano, si spara un colpo in testa; il motivo del triste gesto...

Fenomeno dei suicidi - cosa sta succedendo nell’Arma?

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