Dalle truppe in Iraq alla Sicurezza nella capitale, ecco cosa chiediamo al Ministero della Difesa
D: Presidente oggi 12 novembre 2008, alle ore 15,00 presso l`aula consigliare alla presenza delle alte cariche istituzionali e militari, si ricorderanno le vittime di Nassiriya. Il suo intervento in che cosa consiste?
R: Oggi 12 novembre si ricorda il 5° anniversario di ciò che accaduto a Nassiriya, in territorio iracheno, e noi del consiglio comunale abbiamo voluto commemorare le vittime con un pensiero e con un silenzio fuori ordinanza, suonato da due componenti della banda della Polizia Municipale. Subito dopo la mia persona scenderà e vestirà i panni della persona del Presidente del consiglio comunale, al fine di presentare una mozione per far sì che si possa dare il via per il conferimento della medaglia d`Oro al Valor Militare a tutti i caduti in territorio iracheno.
D: Il nuovo Presidente degli Stati Uniti Barack Obama é orientato a ritirare le truppe militari in territorio iracheno. Lei a proposito cosa ne pensa?
R: Io penso che debba essere confermato ancora una volta il ruolo degli Stati Uniti come una sorta di forza di Polizia del territorio mondiale, e noi Italiani ugualmente, al fine di svolgere un ruolo per portare la democrazia e la sicurezza nei punti delicati del nostro globo.
D: Quali sono i punti importanti del suo discorso?
R: Il Paese, tutta l`Italia, i diversi documenti formalizzati in 5 anni, i diversi intenti, il grande interesse nei confronti dei patti del 12 novembre a Nassiriya. Ecco perchè vorremmo che la nostra città, la capitale d`Italia, potesse chiudere un percorso, al fine di sensibilizzare il ministro della Difesa On. Ignazio La Russa, affinchè possa intercedere presso il Presidente della Repubblica per conferire la medaglia d`Oro al Valor Militare nei confronti dei nostri connazionali i quali si sono impegnati in territorio straniero per tutelare la libertà.
D: Le posso chiedere quali sono i provvedimenti che avete intrapreso e che vorrete intraprendere per la sicurezza della capitale?
R: Noi abbiamo lavorato sin da subito e soprattutto il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha intrapreso immediatamente provvedimenti atti ad arrivare a far avere la sicurezza, con la S maiuscola nel nostro territorio, in primis investendo nelle forze militari all`interno della nostra città, al fine di poter appunto impiegare le stese Forze di Polizia in altri punti ancor più delicati. Questo é stato il primo degli interventi, per poi passare all`ordinanza antiprostituzione. Il Sindaco con una mossa coraggiosa ha ripulito le nostre strade, ma soprattutto ha tutelato il decoro della città ed allo stesso tempo ha tutelato anche i nostri figli, che non devono assistere a spettacoli assolutamente indecorosi.
D: Cosa vuole dire alle famiglie delle vittime di Nassiriya e a tutte le famiglie delle vittime del dovere e che svolgono l`oneroso servizio di Polizia nel nostro paese?
R: In questo studio, alcune settimane fa ho ricevuto diverse vedove ed l`orfano di Domenico Intravaglia. Tutti cittadini che sono venuti qua per chiedere un intervento, ancora una volta, per raggiungere l`obbiettivo della Medaglia D`Oro al Valor Militare. Siamo vicini al loro dolore e penso che questo ultimo gesto possa alleviare la perdita familiare ma soprattutto possa dare serenità a tutto il paese.
Un`intervista illuminante
Lettera di risposta del Comandante Generale dell`Arma dei Carabinieri Gianfrancesco SIAZZU.

Gentile Signora,
mi riferisco alla lettera con la quale mi ha voluto manifestare la particolare amarezza dovuta al rapporto che intercorre tra Suo marito ed il proprio superiore diretto.
Nella consapevolezza della necessità che le relazioni di servizio tra gli appartenenti all`Arma siano sempre improntate alla massima serenità e pacatezza, ho disposto che siano eseguiti tutti i necessari approfondimenti su quanto da Lei riferito.
Ciò allo scopo di ristabilire la giusta armonia ed il corretto equilibrio nello svolgimento delle quotidiane attività di servizio, nella consapevole osservanza dei doveri gerarchici.
Voglio, infine, rassicurarLa sulla gratitudine che l`Istituzione continuerà a rivolgere a coloro che, come Suo marito, hanno sacrificato l`integrità fisica nell`adempimento dei rischiosi compiti affidati, augurando a Lei ed ai Suoi cari di ritrovare quanto prima la piena serenità familiare.
Nella circostanza, Le invio
Cordiali saluti
Gen. C.A. Gianfrancesco SIAZZU
L.te De Rasis ultimamente é stato sanzionato disciplinarmente ?
Si! devo dire che durante l`espletamento della mia carriera non ho mai avuto delle punizioni, infatti ho avuto note caratteristiche sempre eccellente. Durante l`ultimo anno, negli ultimi tre mesi ho avuto quattro giorni di consegna, di cui un giorno, é stato irrogato perché - secondo il Comandate di Compagnia - non ho partecipato ad uno sfratto. Cosa non vera, in quanto mi sono recato sul posto, malgrado avessi fatto un servizio notturno. Il comandate della compagnia pur avendo ricevuto assicurazione da un altro Ufficiale, il quale era stato incaricato ad effettuare opportuni accertamenti sulla vicenda , che effettivamente mi era recato sul posto non l`ha creduto. Quindi il comandate della compagnia non ha creduto alle parole di un altro suo collega. Mi sono rivolto ad un avvocato per una consulenza sui fatti accaduti, lo stesso mi ha consigliato di scrivere alla scala gerarchica e per questo motivo mi hanno ulteriormente sanzionato. Il comandante della compagnia dopo aver saputo che mi ero rivolto a terzi ha erogato ulteriori tre giorni di consegna. Dell`accaduto ho chiesto di mettermi a rapporto con i miei superiori gerarchici, che ancora attendo di essere audito. Ho saputo che ero stato proposto per essere insignito dell`onorificenza di Ufficiale della Repubblica e probabilmente per i giorni di consegna irrogati, non mi é stata concessa. quindi dopo 28 anni di onorato servizio sono stato punito.
Vuole dire qualche cosa al Comandante Generale dell`Arma dei Carabinieri?
Si. Voglio dire che il Comandate Generale fa delle ottime direttive, ma vengono puntualmente disattese dalla scala gerarchica, ecco al Comandante Generale voglio dire di sensibilizzare la scala gerarchica ad osservare le direttive diramate.
L.te De Rasis, grazie per questa sua importante testimonianza, grazie per il contributo che ha dato al tutto il paese. Grazie!
Un`intervista illuminante
La derubricazione da reato di guerra a quello di pace accelererà la prescrizione del reato. Essere generali, oggi, consente una immunità maggiore e più sicura di quella parlamentare, con buona pace del diritto al risarcimento del danno?
Secondo me no.
C`é qualcosa che vuole far sapere all`opinione pubblica?
Mi sembra di aver detto tutto quello che avevo da dire a l`opinione pubblico e l`ho fatto con estrema franchezza e con sincerità. Una cosa voglio dirla ai miei colleghi, ex-colleghi: di non inventarsi nulla, di dire la verità, come la sto dicendo io.
Qualche consiglio e/o suggerimento da dare ai suoi colleghi ancora in servizio e impegnati in Irak?
Nessun consiglio, perchè le nostre forze sono preparate. Personalmente ho visto ragazzi del "Laives" e del "Gorizia", con 70 gradi all`ombra, correre con maschere antigas dietro ai manifestanti. Quindi la preparazione noi ce l`abbiamo e, se sono vivo, lo devo anche alla capacità delle nostre forze.
Signora Monni Miranda quali sono le sue impressioni su tutta questa vicenda?
Un esperienza molto negativa, soprattutto per mio figlio. Per me é stato difficile trovare le parole per spiegare quello che era successo a suo padre. E poi ho avuto tanta paura, tanta. Anche perchè mi sono trovata sola, in un paese che non é il mio e per fortuna ci sono state delle persone che hanno dimostrato molto affetto nei nostri confronti, e per questo le ringrazio. Però lo stesso non posso dire per ciò che concerne i colleghi di mio marito e le rispettive mogli, nessuno di loro si é interessato a noi. Io ringrazio molto il Colonnello Vaccari e la sua signora perchè mi sono stati molto vicini. Solo loro, perchè anche il giorno dell`attentato io ho chiamato la Compagnia Carabinieri di Ronciglione, Comando da cui dipendeva mio marito per sapere cosa era successo e anche loro non mi hanno saputo dire nulla, non so se realmente non sapevano oppure non volevano dirmi come stavano le cose. E comunque anche quando l`hanno saputo, loro non mi hanno cercata. Ho dovuto chiamare io al Comando Generale. Poi ho saputo tutto tramite un amico dei carabinieri.
Vorrebbe dire qualcosa al Comandante Generale?
Vorrei chiedergli se, gentilmente, può ricevermi. E` un mio desiderio.
Cosa vuole dire alle tanti madri alle tanti moglie dei militari impegnati in missione all`estero?
Qualche consiglio e/o suggerimento da dare ai suoi colleghi ancora in servizio e impegnati in Irak? Nessun consiglio, perchè le nostre forze sono preparate.
Di avere tanto coraggio e molta pazienza, soprattutto se sono circondate da colleghi molto invidiosi.
Signora perchè é così tanto amareggiata con i superiori di suo marito?
Sono amareggiata perchè non mi hanno mai voluta ascoltare, così sono stata costretta a scrivere una lettera al Comandante Generale, che gentilmente mi ha risposto. Gliela leggo.
Lettera della moglie al Comandante Generale dell`Arma dei Carabinieri:
Sono la moglie del maresciallo De Rasis ferito nell`attentato del 12 Novembre a Nassiriya riportando ferite in tutto il corpo.
Questa mia lettera vuole essere uno sfogo per come é stato trattato da quando e ritornato a comandare la Stazione di Caprarola dopo la sua guarigione. Premetto che io non c`é l`ho con l`Arma dei Carabinieri, che lo ha aiutato e seguito molto, e di questo le sarò sempre grata, ma con i suoi superiori ed in particolare con il Comandante dei Carabinieri di Ronciglione, il quale ha tolto tutta la serenità che c`era nella mia famiglia, maltrattando mio marito come un delinquente.
Come si può permettere un capitano di urlare e dire parolacce contro mio marito dopo tutto quello che ha subito, e continua a subire, e tutto quello che io e mio figlio di 13 anni abbiamo patito dopo l`attentato. Affermo ciò perchè l`ho sentito io e mio figlio che abbiamo l`alloggio confinante con l`ufficio di mio marito.
Dopo quanto accaduto mio figlio é terrorizzato ed ha paura quando vede l`auto dell`ufficiale parcheggiata nel piazzale. Io sono l`unica persona che subisco gli sfoghi di mio marito e solo io so come lui sta. Oltre a essere ferito sul corpo, ma non sono quelle adesso che fanno male, e continuamente ferito nell` anima e nell`onore con le continue angherie che il capitano di Ronciglione quotidianamente gli fa.
Io come moglie di un carabiniere che ha 28 anni di onorata e rispettata carriera, io non chiedo nulla, chiedo solo che mi sia restituita la serenità, che questo Capitano ha sottratto nella mia famiglia. Io ho sofferto vicino a mio marito nei momenti più tristi e difficili e le assicuro c`é ne sono stati, ma ancora di più stò soffrendo vedendo come é trattato, e per come stà soffrendo mio figlio, che dopo l`attentato si é legato in modo particolare al padre che lo vede come lo é, un Eroe, con questo mio sfogo, io non chiedo ripeto nulla, chiedo solo che il sangue che mio marito ha versato per l`Italia e l`Arma dei Carabinieri non sia sangue versato invano e che ci sia giustizia nei suoi confronti. Grazie.
Un`intervista illuminante
Lg.ten De Rasis, Lei nell`arco della sua brillante carriera ha ricoperto sedi ed incarichi di rilievo ed ambiti da tanti suoi colleghi come la Stazione Carabinieri di Milano D`Uomo; Ufficio Pubbliche Relazioni del Comando Generale; Reparto Operativo di Roma; Reparto Tutela Patrimonio Artistico ed in fine il Comando della Stazione Carabinieri di Caprarola, come mai ha deciso di accettare un`esperienza nei paesi a rischio dell`estero come Palestina ed Irak?
E` stata un`esperienza che senza dubbio mi ha arricchito culturalmente. Ho avuto la possibilità di conoscere la lingua araba, infatti il Comando Generale del 1988 mi ha fatto frequentare un corso di lingua araba che ho superato al secondo livello nella Scuola di Lingue Estere dell`Esercito. Per questo sono stato interpellato per andare a ricoprire dei ruoli nelle missioni a Hebron in Palestina e poi in Irak. Questo é stato il motivo principale per cui ho deciso di accettare l`incarico.
Lei é stato per circa 5 mesi - dal febbraio 97 al giugno 97, in missione ad HEBRON in Palestina, poi dal Luglio 2003 sino al 12 novembre 2003, in IRAK a Nassiriya, qual é la sua opinione sul confronto operativo e quello sociale? Qual é la differenza?
Innanzitutto, dobbiamo precisare che le nostre missioni erano solo ed esclusivamente missioni di pace. Ma a Hebron siamo andati su disposizioni scaturite dagli accordi di Oslo tra la Palestina e la Comunità Europea e per questo quindi, era una missione non armata. Noi eravamo degli osservatori e dovevamo solo monitorare il comportamento degli israeliani ad Hebron, una delle città tra le più importanti della Palestina, sede della tomba di Abramo, il padre delle due religioni che dividono il territorio e da cui sono nate le due rispettive popolazioni. In Irak la situazione era differente, era una missione di pace a tutti gli effetti ed eravamo armati. In questo caso dovevamo aiutare la popolazione e addestrare la polizia. Io in particolare, ero il Comandante di una squadra info operativa, nell`ambito dell`MSU e avevo come giurisdizione sette stazioni della polizia irachena a nord della provincia di Dhi Qar che comprende anche Nassirya; mentre altri miei colleghi avevano altre stazioni e addestravano altri poliziotti.
Considerando le sue esperienze internazionali si aspettava che con il 12 novembre in Irak iniziava la fine della sua carriera?
Onestamente no. Devo ammettere che questo proprio non me lo aspettavo. Poco dopo essere stato ferito ho espresso ai miei superiori la volontà di tornare in Irak o comunque il desiderio di potermi impegnare in altre missioni di pace. Poi per motivi di salute non ho più potuto partecipare e di questo me ne rammarico.
Mi racconta cosa é successo realmente il 12 novembre del 2003 a Nassirya?
A Nassirya il 12 novembre del 2003 é successo , mi scusi al ricordo di quel giorno ancora mi commuovo. Quel giorno mi trovavo nella palazzina di "Animal House", che era la base del plotone info investigativo, al piano terra. Stavo raccogliendo su un dischetto i file di tutte le relazioni di servizio relative alle operazione che avevo seguito io e la mia squadra e all`improvviso ho sentito una raffica di kalashnikov subito dopo, il Brigadiere Pinna, collega che si trovava nella mia stessa stanza ha urlato di buttarci a terra, perchè eravamo stati attaccati. Poco dopo abbiamo sentito un`altra raffica di MG a sparare questa volta era uno dei nostri: il Carabiniere GHITTI. Mi ricordo di essermi buttato a terra e di aver visto il muro venirmi in faccia e di aver sentito un grosso boato. Quando sono riuscito a rialzarmi mi sono accorto che avevo il naso staccato di netto e riportavo numerose ferite sul corpo e in particolare sulla spalla. Uscito, fuori si sentiva ancora il rumore dei proiettili, allora mi sono nascosto dietro una colonna per cercare di ripararmi. E` stato allora che ho visto il Maresciallo Merlino scendere le scale e sedersi vicino a me. Merlino mi diceva: "sto per morire.." ed io cercavo di fargli coraggio e subito dopo si é avvicinato carponi il Brigadiere Visconti uno dei feriti più gravi. Con lui mi sono preoccupato veramente, ansimava, non riusciva più nemmeno a parlare e aveva conficcato un proiettile nel polmone. Mi sono per questo, preoccupato maggiormente per Visconti, autista della mia squadra e la cui situazione mi sembrava essere più complicata, piuttosto che di Merlino che credevo essere meno a rischio (per poi sapere poco dopo che era morto). Più tardi sono venuti dei colleghi a prenderci e tra il fumo e la polvere ho visto venire verso di noi una persona con il kalashnikov. Allora ho temuto fosse un terrorista pronto ad ucciderci, e stavo per sparare. Fortunatamente avendo la spalla offesa dalla ferita non sono riuscito a mettere il colpo in canna, per poi venire a conoscenza del fatto che quello era un poliziotto. E` stato proprio lui a prodigarsi a portarmi sul p.k per essere trasportato immediatamente all`ospedale di Nassirya. Qui ho avuto le prime cure dei medici iracheni, hanno iniziato a medicarmi effettuando delle suture senza alcuna anestesia. E`questo quello che é successo realmente a Nassirya quel giorno del 12 novembre 2003.